Quando si pensa al mutuo, la prima cosa che viene in mente è la rata mensile. Ma uno degli errori più comuni è dimenticare le spese accessorie, ovvero quei costi che accompagnano la richiesta di un mutuo e che possono incidere in modo significativo sul budget iniziale. Conoscerle in anticipo permette di evitare sorprese e di valutare con maggiore precisione l’investimento complessivo.
Le principali spese accessorie da mettere in conto
Anche se possono variare da banca a banca, esistono alcune voci praticamente sempre presenti:
1. Spese di istruttoria
Sono i costi che la banca applica per l’analisi della documentazione, la verifica del reddito, la valutazione del rischio. L’importo può variare dai 200 ai 1.000 euro, ma in alcuni casi può essere più elevato.
2. Perizia dell’immobile
La banca incarica un tecnico per valutare il reale valore della casa. Questa spesa ricade sempre sul richiedente. Di solito varia tra i 250 e i 350 euro, ma può salire per immobili particolari.
3. Imposta sostitutiva
Pagata al momento dell’erogazione, è pari allo 0,25% per la prima casa e al 2% per la seconda casa.
4. Onorari notarili
Una delle voci più pesanti. Il notaio gestisce l’atto di compravendita e quello di mutuo. I costi possono cambiare in base al valore dell’immobile e alla complessità dell’operazione.
5. Assicurazione incendio e scoppio
È obbligatoria per legge e deve coprire l’intero valore dell’immobile. Ha un costo variabile, spesso compreso tra i 100 e i 200 euro l’anno.
Ci sono spese accessorie anche dopo la firma?
Assolutamente sì. Anche dopo l’erogazione possono esserci costi da valutare:
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spese di gestione o incasso rata (non sempre presenti);
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commissioni per estinzione anticipata (di solito pari a zero, ma dipende dal contratto);
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costi per eventuale rinegoziazione o surroga in futuro.
È importante leggere bene il foglio informativo e verificare, voce per voce, l’impatto di ogni costo sul lungo periodo. Per avere parametri aggiornati, una buona fonte è Altroconsumo, che analizza periodicamente i costi medi dei mutui e delle spese correlate: https://www.altroconsumo.it
Quanto incidono tutte queste spese sul budget totale?
Molti sottovalutano il peso delle spese accessorie. Considerando tutte le voci, l’esborso iniziale può facilmente superare i 2.000–3.000 euro, anche nei casi più semplici. Nei mutui di importo elevato la cifra può aumentare sensibilmente.
Un esempio tipico:
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istruttoria: 600 €
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perizia: 300 €
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notaio: 1.500 €
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assicurazione: 150 €
Totale: circa 2.550 €
Sono costi che non rientrano nel mutuo (se non con prodotti specifici) e che quindi devono essere disponibili immediatamente.
Perché queste spese sono necessarie
Anche se possono sembrare un ostacolo, molte di queste voci garantiscono trasparenza e sicurezza:
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la perizia assicura che l’immobile non sia sopravvalutato;
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l’assicurazione tutela il proprietario e la banca da eventuali danni strutturali;
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il notaio verifica la correttezza dei documenti e la validità dell’atto;
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la banca, con l’istruttoria, accerta che il prestito sia sostenibile.
Sono quindi costi che, pur pesando, contribuiscono a tutelare tutte le parti coinvolte.
Come ridurre (in parte) le spese accessorie
Alcuni consigli utili:
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confrontare più banche: a volte istruttoria e perizia possono essere scontate;
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valutare mutui “tutto incluso”, ma leggere attentamente il contratto;
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chiedere preventivi notarili diversi, perché i costi possono variare;
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verificare se alcune assicurazioni possono essere stipulate esternamente.
Anche piccoli risparmi, sommati, possono alleggerire sensibilmente i costi complessivi.
Le informazioni presenti in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consigli finanziari o di investimento. Le condizioni dei mutui e le normative possono cambiare nel tempo: per decisioni importanti è sempre consigliabile rivolgersi a professionisti qualificati.